Archive for cose di questo mondo

cos’è la pubblicità adattiva?

cose di questo mondoon April 30th, 2012No Comments

l’annuncio giusto per ogni pubblico, sull’onda emotiva, l’annuncio giusto al momento giusto nell’ambiente giusto.

qui sotto un chiaro esempio

infedeltà 2.0: http://it.gleeden.com/

cose di questo mondoon March 23rd, 2012No Comments

mi sono candidato e non mi hanno accettato, perché sono celibe, così ora non vedo l’ora di sposarmi per iscrivermi di diritto, a presto quindi, su http://it.gleeden.com/

brevi riflessioni sul sanremo 2012 appena passato

cose di questo mondoon February 21st, 20123 Comments

1- Josè FELICIANO è stato trattato come un oggetto fallato, e ciò mi lascia senza parole, anche e soprattutto perché nella realtà delle cose è stato l’unico che abbia fatto rientrare le ragadi di questo festival di sanremo 2012. Io, Feliciano l’ho visto live qualche anno fa e mi dispiaccio Cristianamente per chi non. Che si parli di “famiglia Cristiana vs celentano” e non si linkino (twitter facebook google) a pioggia i video di Josè è anticristiano, nel senso che Cristo disapproverebbe. Inondare i social network di video di Josè Feliciano è cosa buona e giusta. La bellezza non ha mai ragione, è la ragione.

2- Belen è la traduzione spagnola di Betlemme – ma soprattutto mi serviva la fotina per richiamare l’attenzione.

sempre vostro, se proprio insisto

DD’

Cantanti militanti

cose di questo mondoon May 30th, 2011No Comments

 

Lunedì 30 maggio 2011, elezione del sindaco di Milano.

Sono le 15:30, le urne sono chiuse, gli sfidanti attendono i risultati nelle rispettive sedi, e in sottofondo c’è musica. 

Elettori, per votare al ballottaggio, avevate tempo fino alle 15. Tempo scaduto.

Per ascoltare musica – Gigi D’Alessio incluso – avete tempo fino all’ultimo giorno della vita a vostra disposizione.

A me dispiace sinceramente che, qualche giorno addietro, Gigi D’Alessio non si sia potuto esibire in Duomo alla gran festa per la conclusione della campagna elettorale di Letizia Moratti, e mi ha intristito il giubilo di chi ha festeggiato per il fallimento del concerto. Gigi si è sentito minacciato da entrambe le parti politiche – così ha detto ufficialmente - e ha giustificato il proprio rifiuto all’ultimo minuto (vedi video sotto) sostenendo la tesi che la musica non è politica.

Ma permettimi di dissentire, Gigi. Io credo che la musica sia sempre fortemente politica, anche la musica più disimpegnata è frutto di una scelta politica dell’autore. Credo che cantare d’amore sia una scelta politica e credo che parlare di un fatto particolare piuttosto che di un altro sia una scelta politica e credo che le canzoni che comprendono parole come libertà scritte in stati dittatoriali siano scelte politiche. Dall’altra parte, oggi, possiamo dire che è la politica a non essere più politica, oggi la politica è soprattutto immagine, ed è per questo che qui noi scegliamo di parlare di cantanti e soprassediamo sul resto.

Letizia non abbatterti per l’assenza di Gigi, so che ora sei in tensione nell’attesa dei primi risultati, ma quando tutto sarà passato pensami e pensaci: chiama me la prossima volta, io non mancherò di rispettare la parola, conscio del fatto che il valore di un artista non varia in base alla platea.

Il sindaco dura 5 anni, le mie canzoni spero almeno il triplo.

Chiaramente l’invito è rivolto anche a Pisapia - chiamami Pisapiccioncino - magari non in campagna elettorale che fa un po’ troppo paghi 2 prendi 3 per i miei gusti, ma chiamami. 

O meglio, fatemi essere sincero: chiamatemi entrambi piccioncini, anche in caso di sconfitta elettorale, anche in caso di sconfitta elettorale di entrambi, sarrebbe epico, già vi vedo, assieme, sul mio palco, in chiusura potreste duettare adattando qualche parola rispetto all’originale di Gigi D’Alessio: Non dirgli mai che siamo stati a letto per un giorno intero, e la paura di quel ballottaggio come ci stringeva…

D D’

disperato erotico rap

cose di questo mondoon March 11th, 20114 Comments

Lucio Dalla ha affermato che: «Il rap (italiano, ndr) è demenziale, inutile e stupido». E i rapper italiani, feriti – forse ci lasciamo ferire un po’ troppo facilmente – si sono subito affrettati a condannarlo. Io venero Lucio, ma la bestemmia è la benzina della religione. E’ il peccato che tiene in moto la macchina, e così anch’io prendo il coraggio a due mani. Io mi sento di condannarlo, ma solo perché ha detto un’ovvietà sul nostro genere: il mio rap è sia demenziale sia inutile sia stupido, ora Lucio – come sempre hai superbamente fatto – dimmi qualcosa che non so.

Senza questa canzone, giusto per fare un esempio, la musica italiana per me sarebbe qualcosa di meno definito.  httpv://www.youtube.com/watch?v=06miwfKiy84

 DISPERATA ERRATA CORRIGE:

Mi hanno fatto notare che l’articolo succitato risale al 2000:  Dalla potrebbe aver cambiato idea su molte cose nel frattempo, spero non abbia cambiato idea sul rap.

 

sostieni a distanza un bambino africano con Amref

cose di questo mondoon February 7th, 20111 Comment

 

Maledette e maledetti,

so che avete trascorso week-end esecrabili con allegati bagordi, ville, feste, escort e droga. Non dite no, alcuni di voi li ho incrociati personalmente e personalmente mi fate schifo. Vi offro però la soluzione, il salvacondotto per il mio cuore, l’unico modo per riacquistare dignità. Date un senso alle vostre spese: sostenete a distanza un bambino africano, vi costerà 360 euro all’anno (se preferite 30 euro al mese), soldi che altrimenti spendereste in un week-end di aperitivi e multe per sosta vietata.

 

Datevi un senso qui: http://www.amref.it/locator.cfm?pageID=2095

 

1 euro al giorno. Basta poco, checcevò?

 

E se per qualche oscura ragione non ve la sentite di sostenere un bambino a distanza, qui potete donare senza impegno quanto e quando preferite: è il minimo che possiamo fare: http://www.amref.it/locator.cfm?SectionID=803

 

la cancelleria in uso in Cancelleria‏

cose di questo mondoon October 20th, 20105 Comments

La mia cancelleria non è molto dissimile da quella in uso in Cancelleria. E le note sono sette: che è la giustificazione principe della musica pop.  

Mi guardo intorno in questo piccolo studio e mi lascio ispirare da piccoli oggetti. Non credo siano molto diversi da questi, i piccoli oggetti sui quali poggia lo sguardo Silvio Berlusconi nel suo grande studio. Nonostante tragitti che hanno poco in comune, è possibile che Silvio ed io ci si senta ispirati dagli stessi particolari, le lettere sono ventuno nel nostro alfabeto. Gli elementi sono quattro: gli dei (intendo l’insieme di tutti i singoli Dio creduti sulla Terra) non brillano né si distinguono gli uni dagli altri per l’originalità delle creazioni. Non mi pare però che nessuno si sia mai lamentato del catalogo fornitoci.

 

Arriviamo così allo stallo dell’Arte d’oggi, le creazioni che in realtà sono ri-creazioni. Sono tornate le scarpe fluo ’80, ma nessuno ha colpa. D’altronde il cuore è uno, puoi girarci intorno fino a svenire ma, i concetti formulabili dall’Uomo del nostro tempo, sono sì teoricamente infiniti, ma praticamente sono finitissimi. Ed è anche quanto succede alla musica, per cui: un plagio è un plagio solo se circostanziato: 

“Le folte trecce, gli occhi verdi e poi noi due distesi a Londra”: chiaramente questo è un furto.

 

“Sciogliti la coda che non voglio sporcarmi i pantaloni d’erba”: è un’immagine nata – in maniera innaturale – dal verso di Mogol, ma non è un furto. 

Dal canto suo, Mogol non ha plagiato il film “La canzone del sole” uscito parecchi anni prima della sua canzone. Allo stesso modo, se un ecologista se ne uscisse oggi con una “canzone del sole” dedicata a un sistema industriale più moderno e eco-sostenibile, che sfrutti le energie rinnovabili e alternative e in particolar modo l’energia del sole, non sarebbe un plagio.

 

Il mondo, differentemente da come ci siamo esercitati a vederlo, è anche fatto di concetti anche molto simili condivisi da culture anche molto diverse. E ci si arriva ognuno per la strada propria. In “Di vizi di forma virtù” ho invitato a imitare Gesù, senza sapere che in Efesini 5:1 si legge “Siate dunque imitatori di Dio, come figli carissimi (…)”.  

Io sono solito inserire un wafer alla vaniglia tra due tavolette sottili di cioccolato fondente con nocciole, è la mia colazione da campioni. Non esiste uno snack siffatto, non l’ho imparato da nessuno, se domani lo immettessero nel mercato non esiterei a gioire, e non penserei certo che mi hanno scippato l’idea. Chiaramente – e specifico che sto ragionando per assurdo, talvolta capita – se uscisse uno snack dal nome “DAMIK – LO SNACK CHIC CHE FA CRIK” comincerei a sospettare.

E brontolerei:

“Eh, ma quando lo mangiavo solo io ( = era musica underground) era molto più saporito (= era più tecnico), ora è venduto nei centri commerciali ( = è musica commerciale) e non lo mangio più (= non lo ascolto più), in realtà poi lo sottraggo illecitamente o lo sgranocchio sul posto prima di arrivare in cassa e non lo pago ( = lo scarico illegalmente) perché non mi piego alle logiche di mercato.”

 

Per chi si volesse piegare alle logiche di mercato, ecco i pezzi di me.

Per la cronaca: è tecnicamente impossibile plagiare la Bibbia, qualsiasi tentativo è preghiera.

 

DD’

concorrenti da Concorezzo

cose di questo mondoon September 23rd, 2010No Comments

httpv://www.youtube.com/watch?v=m5MsETsWjJE

Italia – Francia 0 – 0? E allora dance!

cose di questo mondoon May 31st, 20104 Comments

Se, in quanto a fair play, gli sportivi di oggi lasciano un po’ a desiderare, è la gente comune di fronte agli uffici del comune di Bonola a farci ben sperare. Bonola è un quartiere decentrato di Milano, un quartiere alquanto recente, sul quale sorse uno dei primi grandi centri commerciali di Milano, che fu visitato anche dagli alunni delle scuole di periferia nell’anno dell’inaugurazione – me compreso – e che fu visitato anche dal Papa, il quartiere Bonola intendo, non il centro commerciale Bonola. I giovani in questo video lanciano un abbraccio nella notte di questi antisettici anni ’10 ai cugini, che io propongo qui di chiamare fratelli, francesi. Rigettiamo il passato a ritmo di danse, vive l’Italie et toujours vive la France.

Gli uomini di poca fede possono ricredersi con la certificazione sottostante:

1983: in 500 mila per la visita di Papa Wojtyla

test psico-attitudinali

cose di questo mondoon May 13th, 2010No Comments

I test psico-attitudinali della polizia, a occhio e croce, devono essere semplicissimi, intuitivi come ”c’è un’ app”. Dall’alto di quel balcone, credo che il videomaker abbia pensato che sia necessario inserire nel pacchetto dei test psico-attitudinali sotto sforzo. E poi c’è anche il discorso di danno agli sponsor da non sottovalutare: se lo spettacolo si svolge all’esterno dello stadio, i tornelli perdono efficacia.